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Il contributo di Cammini di Speranza all’Assemblea Sinodale 2025
25 Febbraio 2025
CONTRIBUTO PROFETICO CAMMINI DI SPERANZA (20-02-2025) def
Il Cammino Sinodale e la necessità di un’autentica inclusione
Dal 2021 al 2024 la Chiesa italiana ha vissuto un intenso percorso sinodale, un’opportunità storica per rinnovare la propria missione e rispondere ai segni dei tempi. Questo processo si è sviluppato in più fasi, coinvolgendo comunità locali, diocesi e assemblee nazionali, in un cammino di ascolto reciproco e discernimento. In questo contesto, la questione dell’accoglienza e dell’inclusione delle persone LGBTI+ è emersa come uno dei nodi centrali, mettendo in luce sia progressi significativi sia resistenze che ancora persistono.
Il documento finale del Sinodo dei Vescovi del 2024 ha sottolineato l’importanza di una Chiesa che si faccia prossima a tutti, senza discriminazioni (cfr. Documento finale 2024, §32). Cammini di Speranza, associazione cristiana impegnata per la piena dignità delle persone LGBTI+ nella Chiesa, ha contribuito a questo percorso con un documento inviato alla CEI nell’ambito della fase profetica del Cammino Sinodale, concentrandosi in particolare sulla Scheda 5 dello Strumento di Lavoro.
Riflessioni sulla Scheda 5: dalla pastorale “per” alla pastorale “con”
Il nostro contributo si focalizza sulla necessità di un passaggio fondamentale nella mentalità ecclesiale: da una pastorale “per” le persone LGBTI+ a una pastorale “con” loro. Questo significa non solo un’accoglienza formale, ma un coinvolgimento attivo delle persone LGBTI+ nella vita della Chiesa, riconoscendo il loro diritto a essere parte della comunità con pari dignità.
La Scheda 5 evidenzia l’importanza della centralità della persona e dell’accompagnamento pastorale, ma è essenziale che la Chiesa vada oltre un approccio paternalistico. Un altro passo necessario è quello che porta da una “dottrina per” a una “dottrina con”, in cui le esperienze di vita delle persone LGBTI+ possano trovare spazio nel cammino di discernimento ecclesiale.
In un contesto globale segnato dall’avanzata di movimenti estremisti e da politiche che minacciano i diritti delle persone LGBTI+, la Chiesa ha la responsabilità di essere voce profetica, denunciando le ingiustizie e promuovendo il rispetto della dignità di ogni persona. La Dottrina Sociale della Chiesa lo richiama esplicitamente (cfr. Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, §552).
Proposte concrete per un cambiamento reale
Per dare sostanza a questo impegno, Cammini di Speranza ha avanzato alcune proposte specifiche alla CEI:
- Istituire una Giornata nazionale di preghiera e riflessione sull’inclusione delle persone LGBTI+ nelle comunità cattoliche, con particolare attenzione alla domenica precedente o coincidente con il 17 maggio, giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia.
- Promuovere campagne di sensibilizzazione nelle diocesi per contrastare pregiudizi e discriminazioni, favorendo percorsi formativi per il clero e le comunità cristiane.
- Creare reti di protezione per le persone LGBTI+ vulnerabili, in particolare minori vittime di violenza familiare, coinvolgendo esperti in diritti umani e accompagnamento spirituale.
- Condannare e vietare con fermezza le cosiddette “terapie di conversione”, che costituiscono una grave violazione della dignità umana e che, in alcuni casi, hanno coinvolto minori all’interno di strutture ecclesiastiche.
- Fornire linee guida chiare per il linguaggio e la pastorale rivolte a sacerdoti, catechisti ed educatori, evitando espressioni che possano causare sofferenza o contribuire a un senso di inadeguatezza nelle persone LGBTI+.
Verso un Tavolo di lavoro permanente
Per dare continuità a questo cammino, riteniamo fondamentale che la CEI istituisca un Tavolo di lavoro permanente sull’inclusione delle persone LGBTI+ nella Chiesa italiana. Questo organismo potrebbe coinvolgere rappresentanti diocesani, esperti di dinamiche sociali e associazioni come Cammini di Speranza, favorendo un dialogo costante e costruttivo.
Il Cammino Sinodale è un’opportunità che non può essere sprecata. L’inclusione delle persone LGBTI+ nella Chiesa non è un tema secondario, ma una questione di giustizia evangelica e di fedeltà al messaggio di Cristo. Per questo continueremo a camminare con speranza, chiedendo alla Chiesa di essere sempre più casa per tutti.
Qui il contributo integrale inviato alla segreteria del Sinodo: